Ancora in tema di risarcimento diretto: l’azione ex art. 149 D.lgs 209/2005 IMPONE di citare in giudizio il presunto responsabile civile

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Ancora in tema di risarcimento diretto: l’azione ex art. 149 D.lgs 209/2005 IMPONE di citare in giudizio il presunto responsabile civile

Corte di Cassazione, III sezione civile, ordinanza n. 14887 del 31.05.2019

Il caso: la M. Car Center, cessionaria del credito spettante al danneggiato in un sinistro stradale riconducibile alla responsabilità del conducente dell’altro veicolo, conveniva in giudizio l’istituto assicurativo del danneggiato esercitando l’azione diretta ex art. 149 d.lgs 209/2005.

La storia giuridica: il Giudice di Pace di Roma ordinava l’integrazione del contraddittorio nei confronti del danneggiato e dichiarava il difetto di legittimazione attiva dell’attrice, ritenendo che il credito non poteva essere ceduto poiché non ancora venuto ad esistenza. Il Tribunale di Roma, pur non condividendo tali argomentazioni, rigettava la domanda ritenendo che la documentazione prodotta non fosse sufficiente a provare la dinamica del sinistro e i danni. La M. Car Center proponeva ricorso per Cassazione, adducendo come motivo principale la violazione degli artt. 102 c.p.c. e 144 d.lgs 205/2009, perché il giudice del gravame non aveva integrato il contraddittorio nei confronti del responsabile civile (proprietario del veicolo danneggiante) litisconsorte necessario.

La decisione: con la ordinanza che si commenta, la Corte ha accolto il ricorso chiarendo che in tutte le ipotesi di azione diretta il proprietario del veicolo danneggiante deve essere chiamato in causa anche se l’azione non è promossa dal danneggiato ma da chi si sia reso cessionario del suo credito.

Principi giuridici enunciati: i Giudici di Piazza Cavour si limitano, nell’ordinanza de qua, ad esaminare la parte “passiva” del giudizio dichiarando che l’obbligo di citazione del responsabile civile deriva direttamente dalla legge in ragione della natura della domanda: la condanna al pagamento di una somma dipende necessariamente dall’accertamento della responsabilità di un soggetto che non può non far parte del giudizio.

Risvolti pratici: dalla ordinanza che si commenta si evince che in tutti i casi in cui il danneggiato esercita azione diretta ex art. 149 Cod. Ass. nei confronti del proprio assicuratore, sussiste litisconsorzio necessario nei confronti del danneggiante responsabile civile per cui questo deve necessariamente essere chiamato in causa e, laddove ciò non si verifichi, il giudice dovrà provvedere ad integrare il contraddittorio nei suoi confronti. Indi, non è da considerarsi unico soggetto legittimato l’istituto assicurativo, bensì anche il responsabile del danno per cui anche in queste ipotesi trova applicazione la disposizione di cui al comma 3° dell’art. 144 Cod. Ass.

Letture potenzialmente distorte: nel provvedimento non si spende una parola sul delicato problema della cessione del credito, soprattutto dopo Cass. Civ. 9134/2017, che ebbe a precisare la non esportabilità del rimedio di cui all’art. 1260 cod. civ. alle azioni ex art. 149 D.lgs 209/2005 (stante la natura peculiare e personalissima del privilegio concesso all’assicurato. Pur tuttavia, in un inciso della breve motivazione, l’ordinanza dà per acquisita la cedibilità del credito derivante da sinistro stradale anche in ipotesi ex art. 149 Cod. Ass. con espresso richiamo a Cass. Civ. 11095/2009 e Cass. Civ. 21896/2017.

A sommesso avviso di chi scrive, gli Ermellini torneranno presto ad occuparsi della delicata tematica, restando irrisolto il problema del rapporto tra risarcimento diretto e cessione del credito.

 

Per leggere il testo integrale dell’ordinanza, fai click qui: Corte di Cassazione, III sezione civile, ordinanza n 14887 del 30_05_2019