Concorso di colpa al pedone non attenutosi alle regole di prudenza e diligenza del Codice della Strada

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Concorso di colpa al pedone non attenutosi alle regole di prudenza e diligenza del Codice della Strada

Corte di Cassazione, IV sezione penale, sentenza n. 23251 del 28.05.2019

Il caso: in una strada di paese a doppio senso di circolazione un furgoncino urtava un pedone che attraversava fuori dalle strisce pedonali e ne provocava il decesso.

La storia giuridica: la Corte d’Appello di Milano, confermando la decisione di prime cure, dichiarava colpevole l’imputato del reato di omicidio colposo ex art. 589 c.p. co. 1 e 2, condannandolo a quattro mesi di reclusione e, in solido con il responsabile civile, al risarcimento dei danni da liquidare in sede civile, attesa l’attribuzione di corresponsabilità alla vittima nella causazione del sinistro nella misura di 1/5. Le parti civili ricorrevano per Cassazione avverso la pronuncia deducendo:

  1. un vizio dato dal travisamento della prova (in quanto la Corte d’Appello avrebbe preso in considerazione dati non emergenti dalla planimetria della Polizia Locale intervenuta);
  1. la contraddittorietà ed illogicità della decisione di attribuire un concorso di colpa alla vittima (in considerazione del fatto che la sua posizione in fase di attraversamento ne favoriva la percezione da parte dell’automobilista);
  2. per effetto di quanto agli argomenti 1 e 2, l’erronea applicazione dell’art. 190 C.d.S.

La decisione: con la sentenza che si commenta, la Corte ha rigettato il ricorso ribadendo, sotto il profilo della valutazione dei fatti, la corresponsabilità della vittima nella causazione dell’evento dannoso, ritenuta addirittura “ovvia” in considerazione della chiarissima dinamica ripresa dai filmati delle telecamere presenti sul luogo dell’evento e riportata nella sentenza d’appello. Sotto il profilo giuridico, gli Ermellini hanno precisato che il comportamento dei pedoni deve considerarsi soggetto alle comuni regole di diligenza e prudenza, nonché alla disposizione dell’art. 190 C.d.S. (che nella fattispecie la vittima risultava non aver rispettato), dettate al precipuo fine di evitare che i pedoni determino intralcio e, più in generale, situazioni di pericolo per la circolazione stradale, tali da mettere a repentaglio l’incolumità propria o degli altri utenti della strada.

Risvolti pratici: Ancora una volta la corte ribadisce che il pedone, sebbene vittima, è considerato corresponsabile dell’evento dannoso laddove il proprio comportamento risulti imprudente e/o negligente. Infatti, in ipotesi analoghe, non potrà escludersi la corresponsabilità anche del pedone se il comportamento di quest’ultimo, non rispettoso dell’art. 190 del Codice della Strada, risulta avere valenza causale rispetto al sinistro. Da qui, in ambito civilistico, non potrà che farsi discendere l’applicazione del combinato disposto dell’art. 2054, co. 2° e 1227, co. 1° in tema di concorso nel fatto colposo del creditore, da eccepire sempre nelle difese anche allo scopo di obbligare i danneggiati ad assolvere l’onere della prova sulla assenza di propri comportamenti negligenti, ancorché pedoni.

Per leggere il testo integrale della sentenza, fare click qui: Corte di Cassazione, sez. IV Penale, n. 23251_19;