I massimali di legge sono “notori”; dunque, rilevabili e applicabili d’ufficio

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I massimali di legge sono “notori”; dunque, rilevabili e applicabili d’ufficio

Corte di Cassazione, VI sezione civile, ordinanza n. 16148 del 17.06.2019

Il caso: la trasportata a bordo di un’auto sprovvista di regolare copertura assicurativa decedeva a seguito delle lesioni riportate in un sinistro stradale verificatosi a causa della negligente condotta di guida del conducente-proprietario della stessa.

La storia giuridica: gli eredi della deceduta proponevano domanda risarcitoria nei confronti dei Generali Italia S.p.A. (all’epoca dei fatti Ina-Assitalia), quale impresa designata da Consap per la gestione del Fondo Garanzie Vittime della Strada per la Regione Campania. Il Tribunale di Napoli adito in primo grado respingeva la domanda ritenendola improcedibile. Il successivo gravame veniva accolto dalla Corte di Appello di Napoli che, tuttavia, condannava Generali S.p.A. alla corresponsione in favore delle varie “vittime secondarie” di un importo complessivamente pari al doppio del massimale di legge vigente all’epoca dei fatti. La Società Assicurativa, nella predetta qualità, proponeva ricorso per Cassazione affidandosi ai seguenti

Motivi di ricorso:

  1. Il rigetto dell’eccezione di inammissibilità dell’appello risultava violativo degli artt. 142 e 146 c.p.c, avendo la Corte omesso di considerare che le appellanti avevano riproposto le domande avanzate in primo grado in maniera generica e senza indicare alcuna motivazione;
  2. la Corte di merito aveva ignorato l’indicazione precisa circa il massimale di legge vigente nel 2001, condannando (ingiustamente) Generali ad un importo totale pari quasi al doppio dello stesso;
  3. i giudici del merito avevano del tutto omesso la decisione circa la domanda di rivalsa e/o regresso.

La decisione: con l’ordinanza che si commenta, la Corte ha accolto il secondo e terzo motivo ricorso ritenendo che la Corte di merito avesse non solo omesso la pronuncia sulla domanda di rivalsa, ma, con specifico riferimento al limite del massimale di legge, che avesse violato il principio secondo cui “in tema di responsabilità civile obbligatoria derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, il diritto del danneggiato al risarcimento nasce, per volontà di legge, limitato, con la conseguenza che il relativo limite del massimale, entro il quale è tenuta la compagnia designata, non rappresentando un mero elemento impeditivo od estintivo, ma valendo per l’appunto a configurare ed a delimitare normativamente il suddetto diritto, è rilevabile, anche d’ufficio, dal giudice e deve essere riferito alla tabella vigente al momento in cui il danno si è verificato” (Cass. 29/03/2006, n. 7247; Cass. 13/12/2012, n. 22893).

La sentenza è stata, quindi, cassata e il giudizio rinviato ad altra sezione della Corte di Appello di Napoli per le decisioni da assumere alla luce dei principi di diritto enunciati.

Riflessioni: il massimale di una polizza assicurativa indica il valore massimo entro il quale l’impresa assicurativa garantisce di pagare in caso di sinistro stradale ove si verifichino danni a cose o/e a persone. Scopo del massimale è determinare i limiti entro i quali il diritto del danneggiato al risarcimento può sussistere, essendo tale diritto, per legge, limitato. Indi, il limite del massimale, entro il quale l’Istituto assicurativo dovrà garantire il proprio cliente, può (rectius, deve) essere rilevato dal giudice anche d’ufficio, soprattutto ove si tenga in debito conto il fatto che le tabelle relative ai massimali obbligatori sono pubblicate tramite atti normativi che, sebbene non aventi forza di legge, possono ritenersi notori e, dunque, neppure bisognosi di prova documentale.

Risvolti pratici: L’ordinanza assume importanza assoluta in relazione ai risvolti pratici che è suscettibile di determinare. Ferma restando, infatti, l’opportunità che nelle difese venga richiamata l’esistenza dei massimali di legge in relazione al tempo in cui si è verificato il fatto, è sancito una volta per tutte l’obbligo per i Giudici di merito di tener conto dei massimali di legge, a prescindere dall’analitica indicazione dell’ammontare degli stessi, in quanto oggetto di una presunzione di notorietà.

Per leggere il testo integrale della sentenza, fare click qui: Cass. Civ., Vi sez., ordinanza 17_06_19 n. 16148